IDROKINESITERAPIA PER LE PATOLOGIE DELL’ANCA

IDROKINESITERAPIA PER LE PATOLOGIE DELL’ANCA

Il bene più prezioso è l’acqua. L’acqua dona benessere a innumerevoli persone, e ciò non le costa sforzo alcuno.
L’acqua non oppone resistenza. L’acqua scorre. Quando immergi una mano nell’acqua senti solo la sua carezza. Se c’è qualcosa che può aiutare il corpo questa è l’acqua

IDROKINESITERAPIA E LA RIABILITAZIONE DELL’ANCA

L’anca è l’articolazione che unisce il tronco con l’arto inferiore e che permette la deambulazione. La patologia che colpisce più frequentemente l’anca è l’artosi, un processo degenerativo che insorge con l’invecchiamento. È una patologia che interessa la cartilagine articolare che col passare del tempo gradualmente si consuma, in questo caso l’articolazione appare spesso infiammata e con presenza di dolore durante il movimento. Essendo una patologia degenerativa non si può curare e porta, nei casi più evoluti, a dover operare il paziente inserendo una protesi. Un buon programma di fisioterapia a secco e idrochinesiterapia può cercare di rallentare il decorso della degenerazione.
L’idrochinesiterapia svolge un ruolo fondamentale nella riabilitazione delle varie patologie a carico dell’anca, in particolare ad artrosi, protesi e ad esiti di fratture.

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L’obbiettivo comune dell’idrochinesiterapia nelle varie patologie è il recupero articolare e muscolare (dove possibile) o il mantenimento articolare qualora ci sia un processo degenerativo dell’articolazione e la riduzione del dolore. L’importanza della riabilitazione dell’anca in acqua è quella di poter programmare un percorso riabilitativo rivolto al rinforzo muscolare, miglioramento articolare e training deambulatorio senza correre il rischio di sovraccaricare l’articolazione.

Le prime fasi delle sedute di Idrochinesiterapia

Il paziente comincerà la seduta di idrochinesiterapia in totale assenza di gravità (in acqua alta dove non è in grado di toccare), grazie all’aiuto di ausili di galleggiamento, effettuerà esercizi di riscaldamento con movimenti costanti dell’articolazione senza però andare a rinforzare i muscoli, tutto ciò farà si che in questa fase della riabilitazione l’articolazione non dovrà sostenere il peso del tronco e della testa con la conseguenza di una de-coattazione articolare e questo permetterà di far “respirare” l’articolazione e di migliorarne la lubrificazione. Durante questa fase si verificherà anche un rilassamento muscolare grazie alla temperatura dell’acqua.
Successivamente si passerà alla fase in cui ci sarà un carico parziale (il grado di carico varia in base allo stato del paziente), si eseguiranno tutti gli esercizi rivolti al rinforzo muscolare e al miglioramento del range articolare. Vengono sfruttati la resistenza dell’acqua e attrezzi di galleggiamento per impostare il grado di resistenza adeguato durante l’esercizio, inoltre grazie alla proprietà dell’acqua per la quale “il grado di resistenza aumenta all’aumentare della velocità con cui si esegue il movimento”, sarà il paziente stesso a dosare il grado di intensità dello sforzo senza correre il rischio di eseguire un esercizio troppo pesante per il suo stato di salute.
Nella fase successiva rimanendo sempre nello stesso grado di carico il paziente comincerà, tramite attrezzi come tavolette galleggianti e grazie all’effetto di instabilità creato dallo spostamento dell’acqua, a lavorare sul controllo del movimento e sull’equilibrio. Questa è una fase molto importante perché si insegna al paziente a muovere in modo corretto l’arto cosi da correggere eventuali scompensi causati dal dolore o dal blocco articolare e si stimola la sensibilità propriocettiva cosi da evitare che durante la normale giornata il paziente possa correre il rischio di perdere la stabilità e di cadere soprattutto in condizioni di precarietà dovuti al terreno come buche o dossi. Gli esercizi di equilibrio essendo eseguiti in acqua vengono eseguiti in un ambiente completamente privo di pericoli, perché il paziente se dovesse perdere l’equilibrio e cadere, essendo in acqua e sotto la supervisione del terapista non corre nessun pericolo di farsi male!

Le fasi finali del trattamento

Successivamente il paziente comincerà ad effettuare il training deambulatorio nei differenti gradi di galleggiamento a seconda dello stato patologico dell’articolazione, è molto importante soprattutto per i pazienti che hanno subito una protesi d’anca, in quanto possono cominciare un training deambulatorio senza stampelle in maniera più precoce rispetto alla terapia a secco. Un beneficio molto importante in quanto si eviterà fin da subito che il paziente possa acquisire una deambulazione scorretta che poi potrebbe portarlo a lungo termine a sviluppare altre problematiche a carico del sistema muscolo scheletrico soprattutto della colonna. In questa fase potranno essere usati vari ausili sia per aiutare il paziente a stare in equilibrio sia per aumentare il grado di difficoltà, il paziente riapprenderà il corretto gesto deambulatorio mantenendo sempre l’articolazione con carico ridotto e quindi evitando così la comparsa di dolore o dell’aggravarsi del processo patologico.
Nella fase finale della seduta di idrochinesiterapia il paziente effettuerà, dove non ci siano controindicazioni, degli esercizi di stretching, per permettere ai muscoli di riacquisire la loro normale lunghezza, persa a causa del processo patologico e dal periodo di inattività, aiutato molto dalla temperatura dell’acqua!
Altra caratteristica fondamentale dell’idrochinesiterapia è dovuta dalla pressione costante che esercita sulla zona del corpo, questo fa si che eventuali edemi formati attraverso un operazione, frattura o anche dal processo artrosico vengano riassorbiti in tempi più veloci.

Daniele Simonetti

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