L’articolazione dell’anca è complicata e questo consente un’ampia gamma di movimento pur sostenendo il peso del corpo.
Per approfondire le patologie che la colpiscono è utile fare un quadro della sua anatomia.
- testa del femore, l’osso della coscia, che ha la forma di una sfera arrotondata,
- acetabolo, la cavità tonda che si trova nella cintura pelvica.
Sia la testa del femore che l’acetabolo sono rivestite con tessuto ammortizzante, duro ma flessibile, chiamato cartilagine, e si trovano all’interno di una capsula resistente fatta di membrana, capsula sinoviale o borsa, che contiene fluido lubrificante che aiuta il movimento regolare dell’articolazione.
Sono tenute saldamente dai legamenti, un tessuto connettivo resistente, che impediscono alla testa del femore di scivolare fuori dall’acetabolo.
I muscoli delle gambe si sovrappongono a questi legamenti.
Quelle che direttamente riguardano le ossa dell’articolazione sono:
- coxoartrosi, artrosi che colpisce l’anca, è dovuta alla degenerazione della cartilagine che si frammenta e diventando fragile provoca infiammazione e dolore;
- artrite reumatoide, patologia autoimmunitaria;
- spondilite anchilosante;
- fratture della testa femorale;
- dislocazioni dell’osso;
- sindrome femoro-acetabolare, dovuta alla crescita anormale dell’osso, che può avvenire sia sulla’acetabolo che sulla testa del femore;
- displasie.
Ci sono poi delle patologie che riguardano strutture vicine all’articolazione e sono:
- borsite del trocantere, che riguarda l’infiammazione della sacca sinoviale sul bordo esterno dell’anca;
- borsite dell’ileopsoas, nella parte superiore dei glutei.
e quelle che colpiscono l’anca di riflesso e riguardano:
- patologie della lombare o sacroiliache;
- strappi muscolari;
- dolore all’anca, solitamente nella zona inguinale;
- difficoltà di movimento e ampiezza ridotta;
- rigidità muscolare;
- andamento claudicante;
- difficoltà di spostare il peso sulla gamba;
- dolore riferito a coscia e ginocchio.
A questo punto il medico vista la gravità o meno della patologia potrà stabilire il percorso giusto e più adeguato che potrebbe riguardare semplicemente l’assunzione di un antinfiammatorio, il trattamento fisioterapico o la chirurgia.
La fisioterapia è utile e fondamentale sia nel pre che nel post operatorio.
Come già accennato, nei casi più gravi di coxoartrosi o in presenza di fratture, la chirurgia è la soluzione d’elezione e può comprendere anche l’applicazione di protesi parziali o totali dell’anca.
In caso di infiammazione dovuta a strutture muscolari o alterazioni poco gravi dell’articolazione la scelta d’elezione va a :
- terapia manuale;
- esercizi terapeutici;
- riabilitazione funzionale e propriocettiva per il recupero del range di movimento e il riequilibrio delle catene muscolari della gamba;
- osteopatia
fra le metodiche che utilizzano mezzi fisici si utilizzano:
- tecarterapia;
- laserterapia;
- magnetoterapia.
Da considerare molto importante la riabilitazione in acqua con l’idrokinesiterapia, soprattutto nel post operatorio, in quanto la temperatura dell’acqua e l’azione ridotta della forza di gravità permettono al paziente di eseguire la riabilitazione in modo sicuro e con minor carico.
