IDROKINESITERAPIA COME CURARE LE PATOLOGIE DEL GINOCCHIO

IDROKINESITERAPIA COME CURARE LE PATOLOGIE DEL GINOCCHIO

L'ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO

L’articolazione del ginocchio è una diartrosi alla quale partecipano femore, tibia e rotula. La sua struttura legamentosa è decisamente complessa, conferendole così una componente di stabilità che altrimenti non avrebbe.
Immaginiamo una palla che può scivolare su di un piano muovendosi in tutte le direzioni possibili, questo sarebbe il risultato se i capi articolari di femore e tibia non fossero fortemente vincolati da stabilizzatori sia attivi che passivi dell’articolazione.

Gli stabilizzatori passivi sono considerate tutte le strutture che fanno una resistenza puramente meccanica all’escursione articolare, come i menischi, i legamenti e la capsula articolare.

Gli stabilizzatori attivi invece sono le strutture muscolari che con la loro contrazione impediscono l’insorgenza di traslazioni o torsioni nocive all’articolazione stessa. Ricoprono questo ruolo il muscolo quadricipite, i muscoli della zampa d’oca ed il tensore della fascia lata, ischio crurali e popliteo.
Facilmente si può immaginare quanto, una struttura così complessa, possa andare in contro ad alterazioni strutturali e traumi.

Questo ci consente di capire l’importanza di questo tipo di riabilitazione per una veloce ripresa dell’attività motoria, evitando di incorrere in blocchi articolari o perdite di schemi motori che a tutt’oggi allungano i tempi di ripresa del singolo paziente.

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Ad esempio nella ricostruzione del legamento crociato anteriore, per poter mantenere inalterati gli schemi motori del passo e dell’utilizzo funzionale dell’arto inferiore, ci si avvale dell’Idrokinesiterapia.
L’acqua lo aiuta inoltre ad ottenere un effetto drenante e quindi anti edemigeno sull’articolazione interessata, mentre le caratteristiche proprie del mezzo consentono un allenamento a carichi crescenti che ricerca la stabilizzazione dell’articolazione attraverso l’aumento della propriocezione e l’aumento delle masse muscolari che fungono da stabilizzatori attivi dell’articolazione.
Così allenamenti dello schema del passo, potenziamenti muscolari, mobilizzazioni articolari, allenamento dell’equilibrio e della percezione articolare, risultano efficaci e totalmente prive di possibili shock per una rieducazione serena e a traumatica.

Nell’artrosi del ginocchio invece l’effetto antalgico dell’idrokinesiterapia, incoraggia il paziente ad attivare l’articolazione senza paura del dolore, evitando quello che classicamente si verifica in queste circostanze e cioè un blocco completo o parziale del range di movimento. Stimolando il movimento si ristabilisce anche il normale apporto di liquido sinoviale all’interno dell’articolazione, che oltre ad avere un ruolo di agente lubrificante è la sola sostanza in grado di nutrire la cartilagine articolare. Il tutto ovviamente si svolge a micro gravità, per cui le conseguenze della forza peso sui capi articolari va considerata come di minimo impatto.
Già da questi due soli esempi si denota l’impatto che l’idrokinesiterapia ha non solo sui tempi di recupero ma alla fine anche sul risultato a termine del ciclo riabilitativo.

idrokinesiterapia ginocchio

Idrokinesiterapia e le caratteristiche dell'Acqua

Sin dall’antichità le proprietà terapeutiche dell’acqua era ben note, tanto da far assumere alle terme non solo un ruolo di centri di guarigione e trattamento ma anche di veri e propri luoghi d’incontro a scopo ricreativo.
Più recentemente, sul finire degli anni ‘80 sulla pista tracciata da alcuni medici sportivi americani, anche in Italia cominciarono a sorgere i primi centri fisioterapici dotati di piscina riabilitativa.
Oggigiorno è ormai universalmente riconosciuta l’efficacia della terapia in acqua per il trattamento riabilitativo di pazienti con affezioni sia di natura ortopedica che neurologica.

Le caratteristiche fisiche sfruttate dall’acqua sono:

  • Temperatura: compresa tra i 32 e 34 gradi che consente un’azione miorilassante del distretto interessato con conseguente diminuzione dello stimolo doloroso.
  • Principio di Archimede: che alleggerisce il carico sulle articolazioni. Fornendoci la possibilità di reintrodurre velocemente schemi motori funzionali.
  • Pressione idrostatica: grazie alla quale si migliora l’equilibrio e la propriocezione.
  • Indice di viscosità: permette alla resistenza fatta dal fluido di allenare le masse muscolari senza l’utilizzo di sovraccarichi e di modularne l’intensità in base alla velocità.

Pensiamo a come questo possa essere applicato sia ad eventi traumatici che coinvolgono l’articolazione del ginocchio come fratture o interventi chirurgici ricostruttivi che a patologie degenerative come l’artrosi o le degenerazioni meniscali.

Idrokinesiterapia cicli terapeutici e controindicazioni.

La terapia in piscina si svolge ovviamente in ambiente appositamente attrezzato per lo scopo, non si deve pensare ad una piscina riabilitativa come se fosse una normale piscina olimpionica, bensì ad un vero e proprio ambiente riabilitativo, con accessi in acqua facilitati e attrezzature studiate esclusivamente per lo scopo terapeutico.
Il paziente dovrà munirsi di costume, preferibilmente olimpionico, accappatoio, ciabattine in gomma e cuffia, l’accesso in acqua avverrà dopo una doccia calda per assicurare la massima igiene a tutti gli usufruitori del servizio.
La durata di ogni singola seduta è di circa sessanta minuti, sempre guidati dalla supervisione di un fisioterapista specializzato che si preoccuperà di effettuare una valutazione all’inizio e alla fine dell’intero ciclo terapeutico per valutare gli effettivi risultati ottenuti.
Essendo una terapia a tutti gli effetti ha bisogno della prescrizione medica che non solo autorizza il terapista ad effettuare i trattamenti, ma che guida l’operatore attraverso tutto il percorso terapeutico, rendendogli note patologie pregresse o particolari stati di salute del paziente.
Come tutte le terapie anche l’idrokinesi ha delle controindicazioni.

  • Ferite aperte o lesioni cutanee estese.
  • Insufficienza cardiaca.
  • Insufficienza respiratoria.
  • Mancato controllo degli sfinteri.
  • Malattie infettive.
  • Stati alterati della coscienza che possono essere all’origine di comportamenti pericolosi.
  • Sinusiti ed otiti.
  • Sarà ovviamente cura del medico e degli operatori valutare i singoli casi.

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