Introduzione

Il dito a scatto, noto anche come “tenosinovite stenosante”, è una condizione infiammatoria che consiste in un restringimento della guaina che riveste i tendini delle dita della mano.

Questa patologia, che colpisce principalmente le donne, è chiamata così perché, il soggetto che ne è vittima, rimane con la falange bloccata in flessione, e qualora volesse estenderla, ci riesce facendo uno scatto molto brusco e talvolta anche doloroso.

Perché il dito scatta

I tendini della mano sono rivestiti da guaine, contenenti liquido sinoviale, che facilitano lo scivolamento dei tendini. Le guaine sono costituite da tanti anelli fibrosi, chiamati pulegge. In una condizione infiammatoria avvengono 2 episodi:

restringimento della guaina, soprattutto a livello delle pulegge, che provoca difficoltà, e spesso impedisce, il normale scorrimento del tendine;
il tendine reagisce alla compressione della guaina formando dei piccoli noduli, che contribuiscono a bloccare il suo movimento, causando il fastidioso rumore di scatto.

La chirurgia per il dito a scatto

La fisioterapia è sicuramente il trattamento più consigliato in particolare nelle prime fasi della patologia, ma anche per evitare l’intervento e nel post operatorio.

L’intervento è eseguito in anestesia locale e Day Hospital, e mediante un piccolo taglio alla base del dito ha lo scopo di liberare il tendine patologico attraverso la sezione della puleggia. In alcuni casi è possibile trattare la patologia in endoscopia, eseguendo l’intervento attraverso due piccoli fori alla base del dito.

Fisioterapia del dito a scatto

In un primo momento la tenosinovite è stata trattata con:

Contemporaneamente può essere utilizzata la terapia mio-fasciale, coadiuvante delle terapie fisiche.